a cura della 
FIESA Confesercenti 
e di
I BUONI D'ITALIA

DOP Magazine 2
La rivista dei professionisti dell'alimentazione

Editoriale

Avviare una nuova stagione di tutela e promozione dei prodotti tipici e a denominazione protetta, della qualità alimentare, della sicurezza e della trasparenza in etichetta, della tracciabilità.
Temi di lavoro di un nuovo inizio di stagione che veda impegnati tutti i soggetti coinvolti nella filiera alimentare primaria: agricoltori, produttori/ trasformatori, distributori; ma anche in quella secondaria: consumatori, regolatori istituzionali, circuito informativo.
C'è bisogno di uno sforzo corale che veda coinvolti i principali protagonisti sul fronte della corretta informazione, dell'impegno istituzionale, della deontologia professionale.
Assistiamo ad un insieme di iniziative che mancano di una cabina di regia: sul fronte della comunicazione, delle manifestazioni espositive, dell' offerta commerciale e turistica, della promozione sui mercati esteri, della regolazione tecnica.
Non si parla tanto dell' iniziativa privata, delle tante proposte imprenditoriali, espositive, promozionali che vengono prese liberamente dalle aziende: quanto della capacità pubblica di essere riferimento e coordinatore di una visione d'insieme.
I lodevoli sforzi del Ministero delle Politiche Agricole appaiono come zavorrati dalle vecchie incrostazioni del separatismo verticale, incapace di aprirsi ad una visione ampia di filiera, partecipata e condivisa; le politiche promozionali non colgono la complessa valenza orizzontale della nuova domanda; il supporto sul mercato interno opera sul sostegno alle produzioni in difficoltà e a operazioni spot di marketing; sui mercati esteri manca una proposta integrata del made in Italy e una progettualità concreta, mentre gli enti preposti si sclerotizzano nella loro burocrazia.
C'è necessità di un coordinamento attivo, di una partecipazione costante di tutte le rappresentanze imprenditoriali, di una condivisione degli obiettivi di politica agroalimentare: occorre un salto qualitativo, un innesto innovativo che consenta il decollo della politica di filiera.
Purtroppo siamo ancora alle enunciazioni, ad una visione sostanzialmente esclusivista e produttivistica, che non riesce ad interagire con la complessità della società aperta, del libero scambio, della comunicazione integrata.
Ma anche i soggetti imprenditoriali hanno da fare autocritica e voltare pagina. Ognuno per proprio conto e fino in fondo.
Ad iniziare dagli agricoltori, troppo solerti nel richiedere interventi di sostegno, sempre pronti a rinviare norme tecniche stringenti, abituati ad una autarchia settoriale.
La distribuzione non è senza responsabilità. Troppo spesso le furbizie hanno prevalso, i pressapochismi hanno soppiantato le professionalità, le necessità di cassa hanno sostituito le politiche di investimento.
Crediamo che occorrano strumenti attenti alla evoluzione del mercato, che indaghino i gusti del consumatore, le nuove tendenze, organizzi forum espositivi mirati al dimensionamento delle imprese e del mercato, operi a supporto delle imprese dell'accoglienza turistica e dell'offerta italiana nel mondo, valorizzando e testimoniando il made in Italy.

                                     Gaetano Pergamo