Ordinanza del comune di Genova per la consumazione sul posto


Provvedimento del Sindaco


Buoni Pasto: importante ordinanza del comune di Genova

Importante ordinanza del comune di Genova di disciplina della consumazione sul posto negli esercizi di vicinato alimentare, introdotta dal decreto Bersani nel 98 ma applicata a livello locale sempre con un andamento lento dovuto alle pastoie burocratiche e a vecchie logiche.
L’ordinanza del Comune di Genova dunque interviene a chiarire gli ambiti di applicazione della disciplina nello spirito della riforma della legge Bersani che dava la possibilità agli esercizi di vicinato di effettuare la consumazione veloce sul posto in considerazione dei mutato atteggiamenti dei consumatori e della mutata struttura della spesa alimentare. E’ un argomento molto importante per la nostra rappresentanza in quanto Fiesa è stata la Federazione che ha posto e portato avanti tale problematica nell’interresse della categoria al fine di recuperare quote di consumi e consumatori. E’ peraltro un argomento che interessa milioni di cittadini che quotidianamente usufruiscono dei servizi sostitutivi di mense recandosi a consumare la pausa pranzo presso i pubblici esercizi, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, alimentari-gastronomie, enoteche, presentando i loro buoni pasto.
Un servizio che i nostri associati hanno sempre offerto con piacere, contribuendo al benessere collettivo.
La Fiesa Nazionale rivolge un particolare apprezzamento alla Confesercenti di Genova, alla Presidente De Luise, e alle Federazioni provinciali Fiesa e Fiepet, che hanno saputo trovare il giusto equilibrio, già indicato dalle rispettive Federazioni nazionali, nell’interesse superiore dei consumatori e degli operatori tutti rappresentati.
L’ordinanza del Comune di Genova segue quelle di altri comuni che già si erano espressi in questa direzione e può rappresentare un punto di riferimento in generale per tutti quei Comuni che debbono ancora disciplinare tale materia.
Unico punto di dissenso, rispetto all’ordinanza del Comune genovese, è il divieto dell’uso degli sgabelli. Tale iniqua disposizione peraltro è stata già superata dalle autorizzazioni rilasciate dagli organi ispettivi.
Pertanto invitiamo gli amici in indirizzo a far valere tale pronunciamento del Comune capoluogo ligure nei confronti di quelle amministrazioni che ancora frappongono ostacoli burocratici o di carattere pretestuoso, per consentire alle nostre categorie di svolgere la loro corretta funzione di mercato.