Incontro del Tavolo olivicolo al Mipaf


Si riunisce l’11 marzo al Mipaf il tavolo olivicolo per affrontare le questioni del settore e della filiera.
L’incontro cade in concomitanza con il nuovo regolamento 182/2009 sulla indicazione obbligatoria dell'origine dell'olio.

Sul regolamento riportiamo il comunicato stampa del Ministro Zaia:

"Siamo molto soddisfatti che la legge sull'etichettatura obbligatoria per l'olio d'oliva da oggi sia diventata "legge europea". La consonanza tra la nostra politica e quella della Commissaria europea all'agricoltura, Mariann Fischer Boel viene confermata ancora una volta". Il Ministro delle Politiche agricole alimentati e forestali Luca Zaia commenta la notizia annunciata dalla stessa Commissaria europea. "Da oggi abbiamo a disposizione uno strumento prezioso per difendere i nostri produttori di olio e per tutelare il Made in Italy. L'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli oli extravergini e vergini di oliva - spiega Zaia - e' il risultato di una battaglia condotta con tenacia e convinzione".
"La decisione, che entrera' in vigore dal prossimo primo luglio, e' un passo importante nella difesa della qualita' e della trasparenza - aggiunge il ministro Zaia - perche' fornisce al consumatore la possibilita' di distinguere il prodotto italiano dagli oli di oliva provenienti dagli altri Paesi comunitari e non comunitari. D'ora in poi tutti sapranno esattamente cosa stanno comprando. Il provvedimento - conclude Zaia - e' anche lo strumento di cui avevamo bisogno per combattere al meglio le contraffazioni e le truffe: nessuno potra' piu' spacciare impunemente per italiano l'olio proveniente da altri paesi".

Sull’ argomento Il Presidente della Fiesa Confesercenti Giancarlo Petruccioli ha ricordato “ le innumerevoli battaglie in sede ministeriale e parlamentare per la valorizzazione del patrimonio olivicolo nazionale e delle produzioni a denominazione di origine protetta e dei prodotti di qualità. Troppo spesso – ha ricordato Petruccioli- le nostre attività subiscono la concorrenza sleale di attività commerciali dequalificate che vendono oli spacciati per italiani e di alta qualità, quando invece propongono oli dalla dubbia e sconosciuta provenienza. E’ un ottimo risultato per il made in Italy e per gli operatori che promuovono la qualità. E’un buon servizio al consumatore che rimane libero di comprare il prodotto che meglio risponde alle sue esigenze”.