Parlamento UE: indagine sul potere della GDO


(AGI) - Bruxelles - Il Parlamento Ue chiede un’indagine sulle concentrazioni di mercato e sui cartelli nella grande distribuzione agroalimentare e l’applicazione di sanzioni in caso di irregolarità. Il divario tra i prezzi alla produzione e al consumo e’ di uno a cinque e pone problemi agli agricoltori. Occorre incoraggiare quindi anche le cooperative tra i produttori agricoli per rafforzare il loro potere contrattuale ed un riequilibrio delle forze nella catena alimentare, promuovere la vendita diretta tra produttori e consumatori e istituire un sistema europeo di monitoraggio dei prezzi.
Approvando con 390 voti favorevoli, 112 contrari e 71 astensioni la relazione di Katerina BATZELI (PSE), il Parlamento Europeo osserva che l’Europa ha registrato recentemente un’elevata volatilità dei prezzi alimentari. Sostiene quindi la necessità di “mantenere un livello adeguato dei prezzi alla produzione e al consumo”, garantire ai produttori un reddito stabile e proporzionato ai costi sostenuti, e una concorrenza equa. Il che permette agli agricoltori di coprire i prezzi di produzione, remunerare il loro lavoro e, al contempo, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in alimenti di buona qualità. Tra i fattori che incidono sui prezzi, i costi dell’energia e della manodopera, la natura dei prodotti e il loro grado di lavorazione, ma anche “il comportamento commerciale degli operatori lungo la catena di approvvigionamento”, inclusi i produttori, i grossisti e i dettaglianti. Il Parlamento esprime preoccupazione per i casi in cui la grande distribuzione sfrutta il suo potere di mercato attraverso “termini di pagamento eccessivi, contributi per l’immissione nel listino e per lo spazio sugli scaffali, le minacce di escludere prodotti dalla vendita, gli sconti retroattivi su beni gia’ venduti. A suo parere inoltre, una maggiore trasparenza nella struttura dei costi puo’ essere ottenuta grazie alla creazione di un database europeo facilmente accessibile ai cittadini, che sul modello degli “observatoires des prix” in Francia, contenga i prezzi di riferimento dei prodotti e tutte le informazioni sui costi dei fattori di produzione come energia, salari, canoni locativi, imposte e tasse. Preoccupazione infine per l’aumento del livello di speculazione sugli alimentari, con la richiesta di prendere in considerazione nuove disposizioni normative per il mercato dei futures.


Commentando la notizia AGI il Presidente della Fiesa Giancarlo Petruccioli ha ricordato come in Italia la Fiesa Confesercenti, praticamente da sola, abbia chiesto per anni e, alla fine, ottenuta una legge sulla regolamentazione delle vendite sottocosto e una sulla regolamentazione dei termini di pagamento. Due strumenti utilizzati per sbaragliare i concorrenti e fare concorrenza sleale. Oggi accanto a questi strumenti ciò che è importante e l’azione e la sorveglianza dell’Antitrust sulla spesa alimentare. Questa pesa sui consumi degli italiani per il 17%. Chi controlla questa massa enorme dei consumi e le relative quote di mercato dei distributori? Ci sono operatori che agiscono in misura prevalente in questo mercato? Quali sono le quote a livello regionale? Che benefici portano alla collettività? Visto che la GDO controlla il 75% della spessa degli italiani come mai lo “stacco Italia” in questo campo non accenna a rientrare? Dove sono finiti i mirabolanti risparmi promessi negli anni 80 e 90 agli italiani, in attesa dell’eldorado della distribuzione cosiddetta moderna? Come sono regolati i contratti d’acquisto della GDO verso la PMI dell’industria? Quali sono i termini di pagamento praticati? Non si ravvisano abusi di posizione dominante e di concorrenza sleale?