Incontro sulla distribuzione commerciale per la vendita al dettaglio


Il Dipartimento delle Politiche Comunitarie presso la Presidenza del Consiglio ha convocato il 1° luglio u.s. le associazioni di categoria interessate al progetto di monitoraggio sulla distribuzione commerciale per la vendita al dettaglio. Alla riunione erano presenti come rappresentanti della Delegazione Europea - DG Mercato Interno - Il Capo Unità Jean Bergevin e la dott.ssa Paula-Alexandra Boteanu; per la Confeserecenti ha partecipato la dott.ssa Valeria Fedele dell’Ufficio Legislativo.
La riunione in oggetto è stata convocata dai rappresentanti della Comunità Europea, al fine di raccogliere informazioni per il progetto di monitoraggio sulla distribuzione commerciale per la vendita al dettaglio.
Ha aperto i lavori il dott. Jean Bergevin che ha illustrato gli argomenti di maggiore interesse con riguardo al settore della vendita al dettaglio:

- La disciplina del lavoro nel commercio al dettaglio;
- Normativa nazionale e locale relativa ai giorni e agli orari di apertura dei negozi;
- La fiscalità, sia a livello nazionale che locale;
- I costi derivanti dalla locazione dei locali commerciali;
- La disciplina delle vendite sottocosto;
- L’efficienza energetica;
- I problemi di competitività con i negozi di vendita all’ingrosso;
- La vendita dei label products;
- La protezione dei consumatori.

E’ stato quindi chiesto ai rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni e delle Associazioni di categoria/stakeholders presenti di illustrare le proprie opinioni al riguardo.
La Dott.ssa Paradisi del Ministero dello Sviluppo Economico, ha illustrato dettagliatamente la disciplina del settore, partendo dalla liberalizzazione perseguita con il D. Lgs.n. 114/1998. La dottoressa ha rilevato che in Italia i principali ostacoli al perseguimento di una politica di liberalizzazione sono determinati dalla divisione delle competenze a livello costituzionale: infatti, mentre il commercio è di competenza esclusiva delle Regioni, la disciplina della concorrenza spetta in via esclusiva allo Stato.
Da ciò è derivata una situazione normativa in cui, benché a livello nazionale siano presenti efficaci normative che impongono la liberalizzazione del settore, a livello locale permangono difficoltà ad una reale apertura del mercato.
Le Regioni hanno infatti prodotto una disciplina dettagliata del settore commercio, soprattutto per ciò che riguarda la vendita al dettaglio; mentre con riguardo alla grande distribuzione la situazione pone problemi diversi, anche di tipo urbanistico - ambientale.
La riforma del 1998 ha determinato un forte aumento del numero dei negozi di commercio al dettaglio, favorendo l’ingresso nel mercato di diversi operatori. Inoltre, la normativa del 1998 ha introdotto novità di rilievo in diversi ambiti del settore commercio, garantendo una maggiore libertà di scelta all’esercente: in tal senso ha operato la disciplina degli orari di apertura degli esercizi e delle aperture domenicali.
Il D.Lgs.114/98 ha dettato anche la base normativa delle vendite promozionali, delle vendite di fine stagione e delle vendite sottocosto. In tale ambito il maggiore problema che si pone è quello della verifica dell’effettivo abbassamento del prezzo rispetto a quello pieno.
Successivamente la legge n. 248 del 2006 è intervenuta in materia di concorrenza e ha introdotto un’ulteriore liberalizzazione nel settore (ad es. le vendite promozionali sono state liberalizzate), determinando l’adeguamento della maggior parte delle Regioni.
Il rappresentante della Delegazione Europea si è dimostrato molto interessato alla situazione italiana ed ha dichiarato che la frammentarietà di disciplina derivante dalle competenze regionali è un fenomeno che è stato rilevato anche in altri paesi membri. In tale ambito sarebbe necessario rendere possibile un intervento anche a livello comunitario per garantire che le Regioni, sotto la guida degli Stati membri, rispettino gli indirizzi dati dalle normative nazionali.
La Dott.ssa Passerini del Ministero dell’Ambiente, ha brevemente illustrato le principali questioni relative allo smaltimento dei rifiuti che toccano gli interessi del settore commercio (RAEE, rifiuti speciali, imballaggi, ecc). In particolare sono stati illustrati i meccanismi che favoriscono il riutilizzo o il recupero dei materiali rispetto alla via dello smaltimento, al fine di perseguire obiettivi di efficienza ambientale.
Il rappresentante della Comunità Europea ha precisato che al momento l’interesse a conoscere i dati del settore commercio non è finalizzato ad una futura iniziativa legislativa, ma soltanto a monitorare la situazione esistente. E’ stato altresì precisato che l’intervento comunitario è scaturito a seguito di richieste degli Stati membri e, nell’ambito degli Stati, di particolari categorie di operatori del settore commercio.
La Dott.ssa Valeria Fedele, di Confesercenti, ha ribadito l’importanza della normativa che - a partire dal decreto Bersani - ha dato inizio ad una politica di liberalizzazione del settore della vendita al dettaglio a livello nazionale. I maggiori problemi continuano a riscontrarsi a livello locale, non soltanto per le differenti disposizioni legislative o regolamentari che si sovrappongono tra loro, spesso anche in contrasto con gli obiettivi perseguiti a livello nazionale, ma soprattutto con riguardo alla vera e propria applicazione delle norme, che intralcia notevolmente l’attività degli esercenti.
Un caso di poca efficienza e di mancato coordinamento delle normative si riscontra ad esempio nell’ambito della raccolta dei rifiuti, dove ai costi per lo smaltimento dei rifiuti speciali (es. scarti delle macellerie) si aggiungono le normali tariffe comunali, senza che nell’applicazione concreta si tenga conto di quanto l’esercente abbia già pagato.
Il rappresentante della Delegazione Europea ha chiesto quindi chiarimenti su due punti: l’incidenza sul bilancio dei piccoli esercizi della spesa per le locazioni commerciali; la diffusione in Italia del Franchising, con particolare riguardo al settore alimentare.
La riunione si è conclusa con la richiesta, da parte del rappresentante della Delegazione Europea di ricevere, ove possibile, dati e informative sul settore commercio, in base alle varie competenze dei soggetti presenti alla riunione.