La "Focaccia Blues" val bene un assalto
Assedio al buffet con bontà pugliesi ispirate alle ricette di celluloide di Arbore, Banfi e Placido

di Salvatore Taverna


Assediato dai buongustai largo Italo Gelmini 1. Nella sede dell’Agis si parla tanto di Focaccia Blues. La voce vola di bocca in bocca. “Anteprima del film e pranzo pugliese con le ricette di Renzo Arbore, Lino Banfi e Michele Placido”. Tra i giornalisti si mixano quelle anime anonime sconosciute che adorano imbucarsi ogni volta che si rimedia qualcosa da sgranocchiare. Ma qui il desiderio di gustare orecchiette, carne e pane (famosissimo) arrivato da Altamura è di gran lunga superiore alle scroccatine di routine. E allora, nonostante i filtri di buona volontà, tutti si presentano con la tessera di giornalista: molte vere. Alcune falsissime. Impossibile tanare gli imbucati: perfettamente mimetizzati.
La maratona comincia a mezzogiorno: aperitivo pugliese e focaccia arrivata direttamente da Altamura. L’ha creata con le sue mani l’uomo che ha ispirato il film, Luca Digesù. Lui con la sua pizza pugliese riesce a far chiudere una famosa catena mondiale di hamburger. La qualità locale, innanzitutto. E così gli imbucati affamati si tuffano sulla focaccia e se la godono piano piano. Nel film, diretto da Nico Cirasola, partecipano in maniera straordinaria e amichevole, Lino Banfi, il Barese, Michele Placido, il Proiezionista, Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia) l’Esercente cinematografico e Renzo Arbore il Foggiano che arriva prima del pranzetto pugliese e viene circondato subito dalle telegiornaliste sexy in microgonna col microfono ondeggiante.
E Renzo, davanti a tanta bellezza, sorride e racconta che adora Altamura, la focaccia e naturalmente il blues pugliese: quella musica mezza americana e mezza meridionale inventata da lui. “Sono felice di essere tra tanti amici di Altamura e dintorni”. Ma appena apre bocca, piacioneggia, con quel suo stile allegro e frizzante e viene tirato dalla giacchetta, di qua e di là. Tutti lo vogliono al loro microfono, davanti alla loro telecamera. Una conferenza? No. Un happening festoso. Ma quando il buffet viene apparecchiato: all’assalto all’assalto! Vera lotta per aggiudicarsi un pezzettino di pecora nella r’azzaula del maestro macellaio ottantenne Cenzino, aiutato dal figlio Peppino Montemurno, squisiti i carciofi di San Ferdinando, cucinati alla Lino Banfi, pesantina la salsiccia di maiale, deliziose le treccine di latte di mucca, gustosa la ricotta forte, saporite le olive di Cerignola, fino al famoso pane di Altamura, alle focacce e ai tarallini. Felici e soddisfatti i protagonisti del film Dante Marmone, Luca Cirasola, Tiziana Schiavarelli e la sexy cassiera, molto felliniana, Rita Del Piano attrice e mitica cantante jazz.
Il momento magico? Quando Luca Digesù, l’uomo che, nella realtà, ha messo in ginocchio la società americana di fast-food ad Altamura, ha donato ad alcuni amici romani la ricetta della focaccia. Qui comincia una incredibile caccia al foglio. A guidare l’assalto le sorelle Dell’Atte; Antonia, già modella di grandi stilisti e Annarita, produttrice a Los Angeles. Finalmente, dopo aver sorriso e conquistato Luca, riescono ad aggiudicarsi la magica ricetta.
Dopo il pranzo Renzo sorseggia una tazzina di caffè, ricorda e racconta: “Prima di girare con Lino chiedo al regista: “non c’è nessuno che si occupa del trucco? Mica per me, per Banfi che ne ha bisogno”.
Niente è scritto, tutto, o quasi improvvisato. Si gira nella cucina di Renzo, in quella casa plasticizzata, tra juke-box e orchestre carillon, con tanto di vero palcoscenico e si scatena una gara tra l’affermazione del dialetto barese e quello foggiano.
Un vero spasso.