Filiera corta, con gli specialisti del dettaglio alimentare veri ambasciatori del Made in Italy


Una delegazione di Fiesa Confesercenti ha partecipato ai lavori dell’Assemblea Coldiretti del 30 aprile u.s. a Roma. La delegazione era guidata dal Presidente Petruccioli accompagnato dalla dr.ssa Barrameda dell’ufficio di Coordinamento di Fiesa, a margine dell’Assemblea, il Presidente ha rilasciato il seguente commento.

Da tempo abbiamo denunciato lo strapotere della GDO e l’eccesso di offerta del nostro sistema distributivo, il fallimento dei suoi obiettivi iniziali; abbiamo sempre denunciato che il sistema distributivo del nostro paese stava scivolando nelle mani delle multinazionali straniere.
Nel 1998 abbiamo costituito l’associazione de “i Buoni d’Italia” con lo scopo di dare uno strumento di tutela ai nostri operatori, con l’obiettivo di valorizzare il nostro made in Italy ed il tipico italiano.
Ci siamo fatti portavoce, in tempi non sospetti, di quanto OGGI viene affermato dal presidente Marini: che solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione italiana e' realizzato con prodotti agricoli italiani. Per contrastare ciò abbiamo messo a disposizione i nostri alimentaristi, “specialisti della qualità alimentare”, abbiamo impegnato nostre risorse per realizzare una rivista “dop-magazine” ed un libro sui prodotti tipici italiani con l’obiettivo di promuovere l’educazione alimentare tra i consumatori. Abbiamo favorito, con le nostre aziende, una politica del made in Italy, senza richiedere contributi per “spazi scaffale o diritto di referenza”. La GDO ha creato aumenti e distrutto un tessuto distributivo capillare e professionalmente preparato, tessuto che per vocazione si propone all’eccellenza. La verità è che non si è mai voluto cogliere la nostra disponibilità alla collaborazione in un progetto di filiera corta. Va bene il discorso dei “farmers market”, ma, fuori dalla propaganda ad oggi quelli attivati non hanno dato nessun vantaggio, né ai consumatori né ai produttori, mentre hanno penalizzato di certo chi da sempre ha cercato di contribuire con la propria professionalità e sacrificio alla distribuzione della qualità al prezzo migliore.
La FIESA Confesercenti si e' impegnata, con il progetto de” i Buoni d’Italia” nella realizzazione di una filiera agricola ”CORTA” tutta italiana, un sistema distributivo distinto da un marchio di selezione, che premia gli esercenti della PMI, e i produttori e offre ai consumatori prodotti di qualità e a un prezzo giusto. Non è stata capita né supportata dal Governo, né dai Ministri agricoli sia di destra che di sinistra. Ma anche gli altri attori della filiera agro-alimentare come le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le industrie alimentari hanno ritenuto di privilegiare i canali della GDO, non rendendosi conto del clamoroso autogol, ma soprattutto non si sono resi conto che con questo sistema si è dato in mano alle multinazionali straniere il know-how italiano, la nostra etichetta.
Sono anni che combattiamo per: la tutela della marca e delle denominazioni, contro la contraffazione e l’agro–pirateria, per l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti alimentari in modo trasparente, per un maggiore controllo lungo tutta la filiera alimentare, a difesa delle produzioni del nostro paese.
Il sistema distributivo della PMI ha fatto la sua parte schierandosi sempre dalla parte delle produzioni italiane delle eccellenze e della tipicità.
Riteniamo che ognuno debba avere un ruolo ed esprimere il meglio in esso.
Per vendere l’eccellenza occorre professionalità e competenza, vocazione presente nella distribuzione della PMI, ma la politica non può continuare ad essere cieca e sorda e la COLDIRETTI non può pretendere che a pagare gli errori e le inefficienze di anni di cattiva gestione della politica agroalimentare debba essere proprio una di quelle categorie della PMI che da sempre hanno fatto la propria parte sostenendo il made in Italy.
Gli agricoltori dovrebbero esaltare la propria professionalità produttiva implementando funzioni più evolute dal lato dell’offerta (selezione prodotti, confezionamento, stoccaggio e logistica dei movimenti) senza inseguire scorciatoie o facili demagogie fornendo direttamente la distribuzione specializzata, dribblando la GDO, che esercita un potere condizionante e svilente della qualità.

                                                 Il Presidente FIESA
                                                Giancarlo Petruccioli