Tre domande a...

Marco Venturi
presidente Confesercenti


Produzioni tradizionali e di qualità, biologico, organismi geneticamente modificati, sicurezza alimentare: come si muove la Confesercenti su questo complesso terreno?

L'irrompere non tanto e non solo degli organismi geneticamente modificati, ma di tutta una serie di nuove tecnologie nel mondo dell'alimentazione ha prodotto mutamenti enormi. L'agricoltura ne è stata stravolta, così come l'allevamento di animali sottoposti a modificazioni forzate dei bioritmi, dell'alimentazione – penso per esempio all'utilizzo di farine animali nel mangime dei bovini –, della riproduzione. Ne sono derivati indubbi benefici in termini di disponibilità di prodotti alimentari in quantità adeguate ai bisogni delle nostre popolazioni, ma anche danni che vanno dall'appiattimento del gusto, dalla mortificazione delle produzioni di qualità fino ai gravissimi rischi per la salute connessi con "mucca pazza" e con vicende gravissime come quelle dei polli alla diossina. Per questo riteniamo che in primo luogo vada garantita la sicurezza alimentare tramite normative efficaci e trasparenti e controlli adeguati, così come siamo convinti sostenitori della tutela e della valorizzazione dei prodotti di qualità, legati al territorio e alle nostre tradizioni alimentari. Per quanto riguarda gli organismi geneticamente modificati, non abbiamo posizioni preconcette: ne vediamo e ne vogliamo valutare, anche attraverso questo Quaderno, sia le potenzialità sia i rischi. Due punti però rimangono per noi assolutamente fermi: da un lato l'esigenza di tutelare la salute e l'ambiente applicando con discernimento, fino a quando non si avranno quelle certezze scientifiche che per ora ancora tardano, il principio di precauzione; e dall'altro il diritto irrinunciabile per consumatori, commercianti ed esercenti di poter scegliere o rifiutare, attraverso un'etichettatura chiara e inequivoca, gli alimenti transgenici.

Quale ruolo possono svolgere commercianti ed esercenti per favorire la diffusione della conoscenza degli OGM e dei loro eventuali rischi e benefici tra i consumatori?

Spetta agli scienziati e ai legislatori stabilire con ragionevole certezza rischi e benefici dei cibi transgenici e rendere pubbliche le loro conclusioni. Noi dobbiamo e vogliamo da un lato esercitare ogni legittima pressione sulle istituzioni affinché vengano perseguiti e garantiti i due punti di cui parlavo poco fa, il principio di precauzione e il diritto alla scelta attraverso l'etichettatura, e dall'altro favorire la diffusione, sia tra i nostri operatori sia tra i cittadini, della conoscenza delle problematiche legate alle biotecnologie in campo alimentare. Senza accettarle o respingerle in blocco acriticamente, ma contribuendo alla formazione di un'opinione informata e motivata. Spesso i consumatori si rivolgono ai nostri operatori per avere lumi, o semplicemente per sapere se ciò che stanno acquistando contiene OGM o no. Ecco, noi dobbiamo intervenire in questa fase, fornendo a commercianti ed esercenti tutti gli strumenti necessari per poter dare risposte chiare e ragionevolmente esaurienti, basate su elementi di conoscenza oggettiva, su motivazioni razionali.

Quali sono, dal punto di vista della Confesercenti, le difficoltà legate all'applicazione concreta delle normative comunitarie e nazionali in materia di alimenti transgenici e di sicurezza alimentare in generale?

Dal nostro punto di vista non ci sono particolari difficoltà. Il problema, per quanto riguarda gli alimenti transgenici, è semmai che le normative sono ancora insufficienti o lacunose. Mi spiego con un esempio: se la legge prevede l'etichettatura solo per quei prodotti che contengono più di una certa percentuale di OGM, nessuno può garantire davvero che un prodotto – un prodotto industriale, almeno: per le piccole produzioni di alta qualità il discorso è sostanzialmente diverso – è totalmente esente da ingredienti transgenici. Diverso è il problema per quanto riguarda la sicurezza alimentare in generale. In questo campo le normative sono oggi molto più stringenti. E la Confesercenti, attraverso le sue federazioni di settore, ha svolto e svolge un ruolo di primo piano, per esempio con i suoi manuali HACCP che consentono a tutti i nostri operatori in campo alimentare, dai rivenditori ai ristoratori, di rispettare le norme di corretta pratica igienica nel trattare i prodotti dal momento dell'acquisto fino alla vendita o alla somministrazione. Non è un processo semplice, perché richiede aggiornamento culturale e anche investimenti talvolta non lievi per l'adeguamento delle strutture e delle attrezzature, ma è una strada che percorriamo con convinzione. Per i nostri associati la sicurezza e la soddisfazione del consumatore sono obiettivi primari. Riconosciuti peraltro dagli stessi consumatori, a testimonianza che il mercato mostra un interesse crescente per questi temi e sa premiare la qualità dei servizi offerti dalla piccola e media impresa rispetto alla standardizzazione verso il basso dell'offerta della grande distribuzione.