Tre domande a...

Gianni Alemanno
ministro per le Politiche agricole


Qual è lo stato delle sperimentazioni in campo aperto di organismi geneticamente modificati in Italia?

Nel 2001 le sperimentazioni attive nel settore degli organismi geneticamente modificati risultano essere 26. Di queste, ben diciotto riguardano il settore ortofrutticolo (dieci le specie arboree, e otto le colture orticole), mentre la restante parte interessa le colture dei seminativi.

Qual è la posizione dei suo ministero rispetto all’etichettatura e alla tracciabilità degli organismi geneticamente modificati nei prodotti alimentari?

Negli ultimi anni il sistema agroalimentare è stato colpito da gravi emergenze igienico-sanitarie che hanno profondamente modificato il rapporto tra consumatore e agricoltura. Chi sostiene che dopo la BSE l’agricoltura non sarà più la stessa ha ragione. Non potrà più esserlo perché, già adesso, il consumatore non si accontenta più di acquistare un prodotto, ma vuole anche sapere come quel prodotto è stato ottenuto. E questo non per curiosità, ma perché teme per la sua salute. La tracciabilità e, conseguentemente, l’etichettatura sono gli strumenti che possono consentire il pieno recupero di fiducia da parte dei consumatori. Tracciabilità significa rendere visibili la singole fasi che contribuiscono alla determinazione del prodotto finale. La tracciabilità per essere veramente efficace non deve, però, essere parziale, ma deve interessare l’intera filiera. Ciò diviene particolarmente importante per quanto riguarda le biotecnologie, il cui impiego in agricoltura, ancorché testato, brevettato e autorizzato, deve essere necessariamente accompagnato dall’effettiva separazione delle filiere con OGM dalle filiere OGM free, in quanto è proprio tale separazione che costituisce l’indispensabile premessa per consentire una tracciabilità, una riconoscibilità e una etichettatura tali da rappresentare un’effettiva garanzia del consumatore.

L’agricoltura italiana può trarre giovamento dalla diffusione delle produzioni di organismi geneticamente modificati?

La tutela e la valorizzazione della qualità del nostro sistema agroalimentare è, per noi, un obiettivo di rilevanza strategica. In ragione di ciò, siamo per difendere il diritto del sistema agroalimentare italiano a scegliere di essere esente dal transgenico e di puntare ad avere un riconoscimento complessivo OGM free. Questo non per inseguire l’irrealistico traguardo di evitare ogni contaminazione, bensì per costituire l’indispensabile premessa attraverso la quale consentire tracciabilità, riconoscibilità ed etichettatura, come ho detto, a effettiva garanzia del consumatore. A questo fine contiamo molto sul supporto che potrà darci la ricerca, e particolarmente quella pubblica, che vorremmo “controllore” dei risultati della ricerca privata e garante del rispetto del principio di precauzione nell’interesse della collettività.