Comunicato Stampa

Influenza suina, Assomacellai: "Nessun rischio, filiera suinicola italiana sicura"


In riferimento all’allarme scoppiato in Messico relativo all’influenza suina, si conferma che tale influenza non si contrae mangiando carne suina o prodotti derivati.
I principali osservatori nazionali e internazionali, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, confermano che l’influenza suina non è trasmissibile alle persone consumando carne e prodotti a base di carne di maiale.
In altre parole, l’influenza non è trasmissibile dal cibo ma per via aerea da uomo a uomo.
Secondo il Sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, “non c’è alcuna contaminazione di alcun genere nella carne di maiale italiana, che si può mangiare con tranquillità ed è sicura nel modo più assoluto, non c’è nessun tipo di problema a consumarla, sia cotta sia sotto forma di insaccati”.
Secondo l’epidemiologo dell’ISS, Gianni Rezza, “il virus, infatti, si diffonde da uomo a uomo”.
Per il Capo Dipartimento prevenzione e comunicazione del Ministero della Salute, Donato Greco, “mangiare una braciola, una cotoletta, una fetta di prosciutto non rappresenta alcun rischio per la salute”.
Il Presidente Assomacellai – Confesercenti, Gian Paolo Angelotti, ricorda che “l’Italia non importa maiali dal Messico e che per quanto concerne la produzione suinicola, l’Italia è autosufficiente ed anzi è un paese esportatore. In Italia, il consumo pro capite si attesta sui 31.7 chilogrammi e supera sia la bovina che quella avicola, e costituisce parte importante della dieta alimentare. I salumi sono preferiti al prodotto fresco. Il consumo di carne in Italia – conferma Angelotti – è tracciato e sicuro, garantito da un sistema di sorveglianza sanitaria tra i più capillari d’Europa. Le tavole degli italiani sono sicure e garantite grazie anche alla professionalità dei 32.000 operatori delle macellerie al dettaglio”.

Roma, 27 aprile 2009